Titti e il ruolo da vittima
Nel corso della vita ho maturato la capacità di centrarmi su me stesso, non soltanto l’attitudine ad aiutare; quindi, poiché mi voglio bene e intendo stare bene, mi adopero sì per il bene degli altri, ma prima di ingaggiarmi in qualsiasi azione mi ascolto attentamente, verifico se sono nelle condizioni adatte per agire senza che la cosa venga a mio detrimento. Cerco di stare dalla mia parte, perché so che soltanto se io sto bene e mi sento felice posso essere di aiuto agli altri, anche solo con la mia presenza, mentre la tristezza non è mai stata di aiuto a nessuno! 
L’ho fatto per tanto tempo, ma ora non simpatizzo più con lo stolto o il disadattato, pur provando compassione, e non condividerei mai la mia vita privata con persone che sono agli antipodi dal mio sentire o psichicamente instabili. Aiutare è sempre perfetto quando viene dal cuore, ma frequentare intimamente qualcuno è cosa ben diversa! Voglio solo coltivare relazioni sane, nutrienti ed evolutive. Titti rientra in quei casi limite in cui occorre ascoltarsi davvero molto bene prima di decidere di connettersi al suo campo energetico, pena il rischio di venirne risucchiati e uscirne ammaccati. 
Molti esseri umani, spinti da uno schiacciante senso di solitudine e dal desiderio di amare ed essere amati, si gettano a peso morto in relazioni che subito si mostrano tossiche, prive di leggerezza, creatività e divertimento. Col tempo ho imparato questo: ogni persona che entra a far parte della mia esistenza non ci entra a caso, bensì attratta da un mio segnale. Scelgo però di mantenere il mio potere e faccio dietrofront, se mi accorgo che l’interscambio mi depotenzia ed ha come collante gli aspetti disarmonici piuttosto che le parti evolute. Pur non avendo dubbi che possiamo imparare dalle relazioni ardue e dal contrasto, io preferisco trasformarmi senza dolore e conflitto! 
Dio mi stai sentendo? Dopo tante sofferenze ora voglio evolvermi soltanto grazie ad esperienze di gioia!
Sentimentalmente parlando ci si può innamorare di persone che riflettono i nostri lati involuti, ma anche di individui di cui intuiamo la capacità di curarci dei traumi del passato, di cui percepiamo da subito l’effetto positivo che avranno nella nostra vita. La principale meta che mi porta a seguire seminari di crescita personale è innamorarmi di me e diventare il mio migliore amico, desiderare la mia compagnia come le api amano il nettare. Lo trovo più salutare e potenziante dell’obiettivo di trovare un partner!
Dopo un attimo di silenzio che mi parve eterno, Titti riprese a parlarmi: «Tanto che senso ha per me adesso continuare a vivere? Se non ce l’aveva prima come può averlo ora, dopo la diagnosi che mi hanno fatto?»
Prontamente replicai: «Quel che mi viene dal cuore è questo: ci frequentiamo da quasi vent’anni, ma nel corso della vita abbiamo sviluppato sistemi di credenze che sono agli antipodi. Ciò non toglie che tu ogni tanto mi chiami, quindi immagino che cerchi in me un sostegno o un feedback… Quello che percepisco è che sei molto attaccata alle tue convinzioni, vedi un mondo esterno indipendente da te, credi in un modello di realtà non dominato dalla legge di causa ed effetto…Vorrei farti una domanda: cos’hai da guadagnarci nel restare così aggrappata a credenze che come risultato ti hanno appena portata a dirmi che vuoi suicidarti? Cos’hai da perdere ad abbandonare per un po’ la tua zona di sicurezza e provare a fare qualcosa che non hai mai fatto? Col tuo intuito e la determinazione a voler stare meglio puoi scegliere fra la marea di tecniche che esistono nell’ambito delle terapie cognitive e olistiche…Tu hai una mente e un’anima, anche se forse a quest’ultima non ci credi… Da quel che mi hai sempre raccontato non mi sembra che tu abbia sperimentato molte cose, o mi sbaglio?»
Titti rispose con tono moderatamente iroso e io ne restai piacevolmente sorpreso, perché con lei era sempre molto alto il rischio di sfuriate, soprattutto quando le si parlava in modo particolarmente sincero e diretto.
«Sì invece, ti sbagli! Ho recitato Nam myoho renge kio, sei stato tu ad insegnarmi la pratica. Tutti voi del gruppo dicevate che il mantra avrebbe funzionato anche se io non ci avessi creduto, invece su di me non ha avuto nessun effetto!» 
Avrei voluto dirle che c’era un grosso equivoco di fondo ed io, seppur animato da buone intenzioni, forse non l’avevo informata in modo del tutto corretto. A quei tempi non avevo ancora molta esperienza. Se una persona, come nel suo caso, ha una forte credenza inconscia sabotante, che le fa ritenere che niente la potrà far stare meglio, che ormai è troppo tardi, che è tutto inutile, essa aumenterà le probabilità di ottenere ciò a cui pensa! Inoltre è fondamentale che l’interessato sia pronto a voler cambiare, e questo non mi sembrava certo il suo caso. Passai oltre ed abbozzai un ulteriore tentativo di dialogo…
«Scusa se mi permetto, ma sono anni che continui a dirmi questa cosa… Quindi vuoi dire che fra le decine di scelte che potresti fare, a te è bastata farne una sola per rinunciare a tutto il resto? C’è la Psicoterapia, la Psicanalisi, il Rebirthing, la Gestalt, le Costellazioni familiari, la “Pnl”, se vuoi restare nell’ambito della psicologia, oppure puoi cercare di andare verso la tua anima grazie alla Meditazione, la Preghiera, la Trascendenza. Le possibilità sono tante ma finché non le provi non puoi sapere se ti funzionano o no!»
Titti, rabbiosamente replicò: «Gli psicologi sono tutti dei mangiasoldi! Il Rebirthing l’ho provato una volta e non mi ha fatto niente!»
«Titti», dissi io con pazienza, «il punto è che abbiamo visioni diverse… Io non credo che con una sola seduta di qualsiasi tecnica tu possa liberarti di problematiche che ti trascini dietro dall’infanzia… Sicuramente i miracoli e le guarigioni improvvise accadono, soprattutto a chi ha imparato ad accedere al potere della Grazia e crede nell’impossibile… Ma questi episodi non sono la norma! È un processo quello di cui ti sto parlando… Io sono riuscito a trasformare alcune paure che mi padroneggiavano, ma mi ci è voluta tanta pazienza e dieci anni di lavoro su di me con l’aiuto di insegnanti! E con altre paure più grandi ci sono ancora alle prese! Con questo non intendo dire che ogni trasformazione richieda quel tempo: ogni individuo è un universo a se stante con leggi proprie, non ci sono regole fisse che valgono per tutti, in nessun ambito dell’esistenza…»
Titti, con tono seccato e spazientito: «E io cosa me ne faccio di cose che se funzionano sarà fra 10 anni?»
«Titti, ascoltami… Al momento non saprei cos’altro aggiungere… Segui il tuo cuore e fa ciò che ti fa stare bene… Ora ti saluto perché ho passato la notte in bianco e stavo per andare a letto quando hai chiamato…»
Tratto dal mio libro L’Indicibile di me stesso.