Che dire della ” passionaria” evangelista americana, da una settimana in carcere perché si rifiuta di celebrare i matrimoni gay, nonostante siano diventati legge in tutti gli USA? Emozionalmente parlando non mi suscita nulla, massimo distacco. Resto fermo nella mia credenza, ovvero ognuno proietta l’unico film che il suo stato di coscienza gli permette. Se fossi io il legislatore però, non l’avrei mandata in carcere e neppure opterei per una severa ammenda, semplicemente la licenzierei in tronco. Se un funzionario di stato si permette di non adempiere ai suoi doveri, che in realtà sono obblighi verso lo stato, deve cambiare lavoro. Le proprie convinzioni sono sacrosante finché non limitano libertà e diritti degli altri.