Uno nessuno e centomila

“Quando lo Specchio delle nostre proiezioni si infrange”.

Robin Williams ci ha lasciato e il mondo sgomento commenta. Si certo, i soldi non danno la felicità, figuriamoci la povertà. E il presunto successo che ci sembra abbiano raggiunto gli altri, non è in alcun modo un indice della salute mentale o comunque di ciò che vive un altro nei recessi del proprio io. Noi esseri umani proiettiamo in continuazione un film, la cui sceneggiatura da per scontato di conoscere gli altri, ma l’altro rimarrà sempre un mistero, anche se decidesse di farci dono di qualche aspetto della sua vita più intima. E allora accade che quando qualcuno si svela, spogliandosi di ogni segreto come ho fatto io nel libro ” L’indicibile di me stesso” , la nudità che appare agli occhi del mondo mostra un personaggio sconosciuto ai più, e lo specchio su cui il mondo proiettava l’immagine cade a terra e si scompone in mille pezzi. Di colpo non sappiamo più chi abbiamo davanti e che con chi ci siamo relazionati finora. Con chi appunto? Con una proiezione del nostro ego, ecco perché la cosiddetta Realtà prende la forma di ciò che noi vi proiettiamo sopra, ovvero le sembianze della nostra storia personale e di come noi conosciamo e percepiamo il mondo. Da qui la parola Maya/Illusione, usata nella metafisica induista per indicare la percezione condizionata. Quando metà dei miei colleghi ha comprato e letto il mio libro ed è venuta a sentire le mie presentazioni, colui che essi presupponevano io fossi è scomparso. Un giorno uno di essi mi ha detto : ma Armando, ma chi sei tu? Ma chi abbiamo avuto accanto in tutti questi anni, senza sapere nulla di te e della profondità del tuo mondo interiore?