“La legge dell’antagonista” di Stefano D’Anna- Pagina Facebook “La scuola degli Dei”

OGNI ORGANISMO SULLA VIA DELLA SUA EVOLUZIONE E’ MINACCIATO DA UN ANTAGONISTA CHE E’ PROPORZIONALE ALLA FORZA E ALL’AMPIEZZA DEL SUO PROGETTO.

QUESTA MINACCIA E’ IL MOTORE DELLA SUA EVOLUZIONE ED E’ INDISPENSABILE ALLA SUA CRESCITA.

UN UOMO CHE CRESCE ABBANDONA LE SUE ATTUALI DIFFICOLTA’, ORMAI ARMONIZZATE E COMPRESE, E QUINDI NON PIU’ ANTAGONISTE MA PARTE DEL SUO SVILUPPO, E VA INCONTRO A PROSSIMO LIVELLO DI DIFFICOLTA’.

QUALSIASI ATTIVITA’, PRATICA O FILOSOFICA, TENDE A SVILUPPARE NELL’UOMO LA CAPACITA’ DI USARE L’ANTAGONISTA COME UNO SCALINO SU CUI POGGIARE IL PIEDE ED ANDARE OLTRE.

L’ANTAGONISTA LO INCONTRA SOLO CHI HA UNO SCOPO E VUOLE RAGGIUNGERLO. LA CADUTA NON HA ANTAGONISMO, E’ LIBERA E QUINDI INDOLORE.

La prima forza, il nostro aim, può essere immaginata come un invito che spediamo all’antagonista indicandogli dove stiamo andando, una specie di sfida, il lancio di un guanto. Al tempo debito, l’antagonista puntualmente ci verrà incontro, non per ostacolarci, come potrebbe sembrare, ma per permetterci di superarlo e di realizzare il nostro scopo. Oscuramente l’umanità sa che più grande è il sogno, più ampio lo scopo, maggiori sono le difficoltà che ci verranno incontro proprio per permetterne la realizzazione. Come in ogni duello si combatte solo tra pari, e la forza dell’antagonista è grande quanto la posta in palio. Così inconsapevolmente gli uomini accettano il limite, imparano a contenere le loro aspirazioni, imparano a rimpicciolire il sogno, per limitare l’attrito, la forza avversa. Questa visione mantiene la maggior parte dell’umanità al di sotto di un livello di responsabilità, di dignità ed anche di ricchezza materiale.

Nella navigazione a vela la prima forza è la rotta, la direzione che diamo all’imbarcazione. Il vento è una forza che sembra contrastarci ma in realtà alimenta le vele ed è il motore stesso del nostro viaggio. L’arte della navigazione è proprio la capacità di volgere il vento a proprio vantaggio, orientando le vele nel modo più opportuno. Ed ogni disciplina marziale è l’arte di volgere a proprio vantaggio la forza avversaria.

Questa visione dell’antagonista ha in sé la chiave di accesso al mondo della responsabilità e della libertà. Il segreto di questo passaggio attraverso la cruna dell’ago è una rivoluzione degli schemi mentali, un rovesciamento della descrizione ordinaria del mondo.

Mentre per un uomo ordinario l’attitudine nella vita è di evitare le difficoltà con ogni mezzo, un leader sa che le difficoltà annunciano la realizzazione delle proprie aspirazioni e le accoglie come alleati a lungo invocati.

ADVERSITY IS PROSPERITY

ADVERSITY IS FORTUNE

ADVERSITY IS BLESSING

Ogni nostra conquista, ogni nostro achievement richiede uno sforzo. Quando Agamennone sogna di conquistare Troia gli viene chiesto di sacrificare la figlia più cara, Ifigenia. E ad Abramo di immolare la cosa più preziosa, il figlio Isacco. Ed in tutte le tradizioni ed in tutte le mitologie, ogni eroe, da Ulisse a Sigfrido, ad Arjuna, per raggiungere la sua meta, affronta prove che richiedono un coraggio e una forza al di sopra di quella degli uomini comuni. Ma per realizzare il nostro Aim che cosa ci è chiesto veramente di sacrificare? Ifigenia, Isacco sono simboli. Per raggiungere il suo scopo ad un uomo è richiesto di sacrificare limiti e mediocrità ed ogni identificazione, esterna ed interna, con emozioni negative, pensieri piccoli che impediscono il suo passaggio e non possono seguirlo lì dove egli ha scelto di andare. E’ straordinario come i miti greci sappiano trasferirci un messaggio così potente ed offrirci le scoperte di una scienza antica quanto l’uomo, infinitamente più avanzata della moderna psicologia. Ciò che impedisce a un uomo di andare oltre sono i suoi attaccamenti; e ciò cui un uomo è più attaccato, anche se è difficile vederlo ed ammetterlo, non sono i figli o i suoi beni, ma le sofferenze ed i limiti.

Gli uomini sono attaccati alle loro sofferenze più che ai loro beni e per questo hanno tanta difficoltà ad abbandonarle. La paura e il dolore circoscrivono uno spazio ipnotico, delimitano i confini delle nostre possibilità e ci fanno sentire sicuri come le pareti massicce di un bunker, metà rifugio, metà prigione… Togliere a un uomo che non si è preparato un malanno o una difficoltà, è come dare alla sua vita un’accelerazione cui non è pronto e le cui conseguenze non sono prevedibili. Egli immediatamente li sostituirebbe con un altro malanno o con un’altra difficoltà ripristinando, come una perfetta macchina omeostatica, le condizioni che gli corrispondono.

Se hai un aim c’è un prezzo che ti è richiesto di pagare in anticipo. Pagalo senza esitazioni e con gioia. Quando l’avrai pagato saprai che il prezzo è sempre giusto. Quando ricorderete questo messaggio della vostra Scuola e lo porterete con voi, impresso nella parte più profonda di voi, avrete nelle vostre mani il segreto più importante per conquistare posizioni di responsabilità e di ricchezza. Quando arriveranno eventi minacciosi, burrascosi, apparentemente insostenibili, soltanto pochi sapranno riconoscere dietro le apparenze dell’antagonista, il migliore alleato.

Senza farlo vedere, vi stropiccerete le mani, sapendo che dietro quell’avversità che spaventa tutti gli altri, che li spinge ad abbandonare, a tradire, a fuggire, c’è il grande segreto per andare oltre.

Alla vigilia della battaglia con i germani, mentre tutti i romani sono spaventati e pronti ad abbandonare, a disertare, c’è soltanto un uomo che mantiene la sua integrità, l’impeccabilità, l’incorruttibilità, e vede la grande opportunità oltre l’apparente avversità. Pensate alla diversa ampiezza del loro aim. Chi voleva tornare in patria per riabbracciare la famiglia, chi per tornare agli agi della propria condizione. Cesare aveva a cuore le sorti della patria, di tutto quello che era stato costruito attraverso i secoli e di cui si sentiva responsabile e continuatore. Nella diversa ampiezza del loro aim c’è la diversa ampiezza del loro essere e la diversità del loro destino. Cesare nel pensare, nel sentire, nel comportamento è già un imperatore, l’impero gli sarà soltanto aggiunto.

Ma come si fa ad accogliere eventi che si presentano in modo così minaccioso? L’antagonista sembra conoscere le nostre paure, i limiti della nostra comprensione, e trova sempre maschere tali da spaventarci. Che cosa può darci quella fiducia in noi stessi, la certezza di farcela, la capacità di vedere il successo dietro la maschera terribile dell’antagonista? Cosa ci può permettere di credere in quella incredibile combinazione di eventi che permette a quella donna di trovare l’unico uomo al mondo che poteva donarle un midollo compatibile e che da un paese distante migliaia di chilometri è arrivato puntualmente a salvarla?

E’ questa puntualità che ci interessa. E’ la stessa che troviamo in tutti i meccanismi narrativi, dalle fiabe ai film: l’eroe, l’uomo che ha un sogno, che ama, l’essere luminoso, è sempre al centro di questa puntualità. E quando il momento è estremo, ha il coltello alla gola e tutto sembra perduto, uno squillo annuncia l’arrivo dell’aiuto.

L’ANTAGONISTA NON E’ MAI SUPERIORE ALLE NOSTRE FORZE

Non possiamo essere avversati da nulla che sia più grande di noi, che non sia nelle nostre capacità contenere, di sopportare, di superare e trasformare. Anche Davide e Golia, oltre le apparenze, la lotta è sempre pari.

Per chi conosce il Gioco, la vita è una palestra meravigliosa per crescere ed essere di più. Freedom from Fear, libertà dalla paura.