SESSO, CHAT, INNAMORAMENTO…A parer mio la maggioranza dei rapporti sentimentali si innesca grazie all’attrazione fisica, anche se dentro di noi c’è una vocina legata al senso di colpa che lo nega, perché vorrebbe che ogni storia d’amore partisse solo da delicati moti dell’anima. Oh sì certo, c’è anche un livello più sottile di magnetismo, l’incontro fra anime, ma la parte sensoriale o biologica che dir si voglia, gioca un iniziale e importantissimo ruolo nel permettere il nascere di un relazionarsi durevole e progettuale, e non dovremmo mai dimenticarci che nel fare l’amore le persone si colgono nella loro autenticità. Osho non si sbagliava quando affermò che «Tutte le cosiddette storie d’amore non sono che ombre proiettate dalla biologia». Io però toglierei quel “tutte”, troppo tranciante e provocatorio in suo perfetto stile, e lo sostituirei con “molte”.
In fondo qual’é la differenza fra l’andare in discoteca con la speranza di incontrare un potenziale fidanzato e il cercare di trovarlo tramite la chat? Nessuna, se non che la seconda opzione è molto più comoda e veloce, e spazza via tutte le formalità e le menzogne legate al mito dell’amore romantico. In un dancing o in un pub nessuno attaccherebbe bottone a qualcuno che non suscita attrazione fisica, per cui cosa cambia se invece di spostarsi da casa e sprecare tempo e denaro, contattiamo su internet un individuo la cui foto e le cui parole ci scatenano le più svariate fantasie? Dopo cinque anni di esperienza a tutto campo, l’unica cosa che non desidero più è incontrare persone che mettono l’accento soltanto sulla sessualità nuda e cruda e si relazionano come se gli altri fossero involucri. Anch’io nel passato ho contattato persone per soli fini sessuali, ma con un approccio molto diverso da quello usato da alcuni frequentatori della chat, che pensano di trovarsi in macelleria al banco della spesa. Io amo gli esseri umani e amo incontrare persone; ero così anche quando l’unico fine sembrava essere soltanto il sesso. Ogni condivisione mi espande, perché mi porta a confrontarmi con livelli di coscienza anche molto diversi dal mio. 
Tratto dal mio libro L’INDICIBILE DI ME STESSO