ISIS E MONDO ISLAMICO>:Una breve lista di cose da sapere, se si vuole per forza di cose iniziare una conversazione su Isis e Islam
1) “Isis” non è un paese arabo.
2) il 95% dei morti per mano del terrorismo islamico dell’Isis sono musulmani.
3) Quelli che scappano, quelli che arrivano sui barconi, cercano di sfuggire a una realtà dove stragi come quella di Parigi sono quasi la realtà quotidiana.
4) L’Islam è diviso tra sciiti e sunniti e i sunniti tra salafiti e wahabiti (ecc). La guerra attuale è, prima di tutto, una guerra in seno all’Islam.  5) Noi occidentali, attualmente, abbiamo come alleati molti stati arabi che supportano l’Isis (Arabia Saudita, Emirati ecc.). E siamo nemici di paesi che ci combattono contro, come la Siria. 6) L’esercito dell’Isis (si stima di circa 50.000 uomini) è composto in gran parte da mercenari.  Pagati da paesi formalmente nostri alleati, oppure dai fondi derivati dalla vendita del petrolio da parte dell’isis stessa a paesi occidentali.  7) I Musulmani, nel mondo, sono più di un miliardo e mezzo.  E la maggior parte di loro è vittima quanto, se non più di noi, dell’estremismo.  8) Gli interessi in ballo, più che religiosi, sono economici. Si tratta di controllo territoriale e strategico delle risorse petrolifere.  9) La religione è una scusa per coinvolgere le masse, come sempre.  Ma, come si diceva sopra, le masse coinvolte da questioni religiose, attualmente, sono minime. Si tratta di una frazione infinitesimale, rispetto alla totalità del mondo islamico. 10) Chi ha interesse a fomentare, adesso, la percezione di una guerra di religioni o di uno “scontro tra culture” (noi contro l’Islam) è il primo dei terroristi.  Si tratta di sciacalli senza scrupoli (perlopiù politici come Salvini) che sperano di ottenere più voti, trovando un nemico comune nell’Islam e aizzando l’opinione pubblica contro quei popoli che sono le vittime principali di tutto quello che sta succedendo. Partiamo da questo e poi, se volete, parliamo. Emiliano Rubbi