Un giorno invitai un’amica di “Comunione & Liberazione” a praticare la meditazione, e lei alquanto irritata mi disse: “Ma assolutamente no, e perché mai dovrei? Io ho le mie pratiche appartenenti alla mia religione, che mi danno tutto ciò che mi serve per essere in contatto con Dio, per quale motivo dovrei fare cose che appartengono ad altre tradizioni?”. 
E io: “Ma tu cosa credi di incontrare se chiudi gli occhi e nella pura immobilità cominci ad ascoltare il tuo respiro e l‘energia che scorre in te? Incontri semplicemente te stessa, nella tua parte più vasta, e questa parte non appartiene a nessuna religione, però è sperimentabile da ogni essere vivente del pianeta..”. 
Ancora più adirata mi disse: “Senti, come ti ho già detto io ho la mia religione e mi basta, la meditazione appartiene alle religioni orientali, che non c’entrano nulla con la nostra tradizione, inutile che tu cerchi di indottrinarmi!”, e girandomi le spalle se ne andò stizzita senza darmi modo di replicare.

In realtà non avrei avuto nulla da aggiungere, perché quando un dialogo prende le sembianze di una comunicazione fra sordi io mi sposto, poiché non mi interessa avere ragione e difendere il mio punto di vista, ma solo essere felice. Sono sempre più convinto che la mia pace non passa dall’eliminare persone e situazioni, anche se a volte può rendersi necessario, ma nel sentire che io dirigo l’orchestra delle mie emozioni, e che so trascendere ciò che provo e adottare un atteggiamento saggio. Tratto dal mio libro Tutti i miei mondi