Lui era bellissimo, di quella bellezza rara a trovarsi che racchiude in sé l’interiorità con la forma; nella sala dove stava per iniziare un lungo seminario di tre giorni, sguardi di ammirazione furono elargiti da tutti i partecipanti, me compreso. Davvero impossibile non esserne affascinati. Ce ne stavamo tutti seduti in cerchio e quando venne il suo turno, dapprima si presentò e poi senza tanti patemi chiese se qualcuno avesse potuto ospitarlo. Nessuno si fece avanti, ma durante la pausa fui io ad offrirgli la mia disponibilità. Avevo riflettuto a lungo prima di propendere per il sì, perché ospitare è un atto assai impegnativo, tanto più se si tratta di uno sconosciuto e la cosa accade durante lo svolgersi di un corso di formazione. Lui accettò e la sua fragranza mi accompagnò piacevolmente. Una settimana dopo, durante una passeggiata in spiaggia incontrai una partecipante, la quale mi disse che avrebbe tanto voluto ospitare quel Dio greco dalle fattezze di Apollo, ma si era trattenuta per paura dei giudizi degli altri, in quanto single e con un figlio. Dolcemente cercai di spiegarle qualcosa sul senso di colpa.. In realtà l’unico giudizio presente era il suo su se stessa.. sicuramente i condizionamenti religiosi nascosti nel suo inconscio l’avrebbero fatta sentire una puttana se avesse deciso di dire SÌ a se stessa, quali che fossero le reali intenzioni dietro il suo gesto…Temeva che gli altri potessero considerarla una mangiatrice di uomini, mi disse, e io con tutto il mio amore cercai di riportarla a se stessa, spiegandole che se si fosse sentita legittima nel suo sentire, avrebbe agito senza pensare alle reazioni degli altri, quindi era lei stessa a pensare le cose che, per comodità, preferiva proiettare sul mondo. Ne prese atto e mi chiese se fossi disposto a darle consulenze private..Tratto dal mio libro Tutti i miei mondi