Om Namah Videha.
Sin dall’inizio della nostra frequentazione la mia insegnante mi apparve come una perfetta sintesi degli opposti, perché al vaglio dei miei occhi e della mia personalità così affamata di Conoscenza Superiore, il santo e il peccatore trovavano nella sua figura autorevole una perfetta modalità di espressione. Alla maggioranza degli allievi lei appariva severa, imperiosa, ed effettivamente ha uno sguardo che può incutere soggezione. Non a caso in India le fu detto in diverse occasioni di rappresentare l’archetipo di Durga, l’inaccessibile divinità induista scaccia-demoni il cui nome in sanscrito significa letteralmente “colei che difficilmente si può avvicinare”. Lei mi insegnò come uno schiaffo in faccia possa nascondere un intento ben più amorevole di una facile carezza elargita senza uno scopo intrinseco, la quale non avrà alcun potere taumaturgico nei riguardi di colui che la riceve. Perché ci vuole più amore per dire di no che per dire di sì.(Tratto dal mio libro L’Indicibile di me stesso)