Il Sì a se stessi.

 

Tanta è la strada da percorrere, prima di giungere a uno stato di equilibrio interiore che ci permetta di rispondere “no” alle richieste del mondo senza sentirci in colpa. Serve un incessante lavoro di auto osservazione senza sconti, per poter realizzare come moltissime nostre azioni sono motivate dalla paura della solitudine e di essere abbandonati o giudicati, dal senso di colpa, dalla sensazione di sentirci sbagliati o cattivi se non esaudissimo le aspettative degli altri, le quali sono spesso pretese mascherate da innocenti richieste. Adottare questa prospettiva mentale del “Sì a se stessi” è importantissimo se vogliamo diventare padroni della nostra vita e creare il nostro destino. E ora alcuni accorgimenti per stanare il proprio irretimento nei riguardi delle persone con cui ci relazioniamo. 

A-Osserva i tuoi dialoghi: chiedi il permesso agli altri prima di porre in essere le tue decisioni oppure li metti semplicemente al corrente di quella che è una tua decisione già presa col solo fine di pianificare in modo saggio la relazione?  

B-Se aspetti il permesso di un altro prima di decidere della tua vita, significa che hai la struttura psichica da carcerato, quindi giocoforza starai con un carceriere. L’unico permesso che ti serve è il tuo! Segue….Tratto dal mio libro TUTTI I MIEI MONDI