RIFLESSIONI SULLA IDENTITA’ OMOSESSUALELeggo ora un’intervista a carmen consoli, in cui la cantante commenta un suo brano che ha per tema l’amore fra due donne: “l’omosessualità deve essere considerata una tappa, non un problema “. Frase assai equivoca, fermo restando che ognuno è libero di pensarla come vuole, che ci piaccia o meno. Parlare di tappa presuppone una meta futura, come se la persona dovesse andare oltre quell’identità provvisoria, quindi come se l’essere gayfosse una condizione che non ha una completezza e legittimità in sé stessa.. Poi aggiunge :” è una canzone sul coraggio di scegliere”. Ancora qui a parlare di omosessualità come scelta? Razionalmente parlando nessuno sceglierebbe una condizione esistenziale che comporta tante sofferenze e un grandissimo lavoro su di sé, se si vuole approdare a un totale e incondizionato AMARSI” nella forma con cui si è stati creati. Poi, metafisicamente parlando io credo che l’identità omosessuale sia scelta coi “signori del karma” prima di incarnarsi, ma qui nel cosiddetto mondo reale non è da questo punto che si può analizzare la tematica, se si vuole parlare di diritti. Io la penso da sempre come gore vidal: non esistono persone omosessuali, esistono soltanto atti omosessuali”. Un giorno la società approderà all’androginia, l’individuo avrà celebrato le nozze alchemiche del maschile e del femminile dentro di sé e vivrà dunque dal livello dell’anima, che non ha sesso. A quel punto termini che dividono, come eterosessuale o omosessuale, perderanno ogni senso. Evviva!!!