IMG_13691599136326Più analizzo la mia variopinta esistenza, più mi appare chiaro come il passaggio ad una Luce più intensa passi inesorabilmente dal confrontarsi con la propria Ombra.

Dentro ognuno di noi arde una fiamma di Luce Divina che contiene la totalità, ma non sapremo incarnare in modo stabile la pace e l’amore, se non incontriamo e facciamo pace con il nostro lato oscuro.

Spesso gli esseri umani navigano a vista e non conoscono di che pasta son fatti, ecco perché il nostro essere qui sulla terra può costarci  fatica e grandi sofferenze, nonché un raccolto di frutti amari.

Diceva Nichiren Daishonin, Illuminato giapponese del 1200 da cui poi nacque il buddismo che porta il suo nome: “Finché non conosci la natura della tua mente, la tua pratica sarà un’infinita e dolorosa austerità”.

La nostra mente è costituita di pensieri, ma poiché almeno il 90% di essi è inconscio, quindi sconosciuto al vaglio dell’io cosciente, come possiamo pensare che sia la sola mente razionale a forgiare interamente la nostra vita, se non siamo mai intervenuti con azioni deliberate volte a incontrare la parte sommersa dell’iceberg? A meno che non si nasca già super evoluti, e cito come esempio Osho, che sin da bambino stava sempre appartato e in meditazione, e a cui gli Illuminati toccavano i piedi quando lo incontravano, perché sapevano chi sarebbe diventato una volta adulto, per la parte restante dell’umanità è sicuramente auspicabile scegliere di incontrare se stessi e adoperarsi per creare l’unità dentro di sé. Quando accadono cose indesiderabili la persona inconsapevole resta incredula e si sente impotente, ma il saggio conosce il funzionamento delle leggi cosmiche, quindi sa che la semina è facoltativa ma il raccolto obbligatorio; il suo senso di responsabilità si traduce quindi nell’accogliere l’effetto di cause pregresse da egli stesso generate, chiedendosi cosa può imparare da quel segmento di spazio-tempo. Di fatto è la vita stessa l’unica risposta se vogliamo sapere chi siamo, perché ciò che incontriamo siamo sempre noi sotto mentite spoglie, e non possiamo incrociare ciò che non vibra sulla nostra stessa frequenza. A volte però l’universo ci gioca degli scherzetti per vedere fino a che punto abbiamo trasformato un nostro aspetto limitante, e allora ci imbattiamo in persone le cui modalità ci avrebbero fatto imbestialire fino a qualche anno o mese addietro, mentre ora possiamo interagirci tranquillamente, e pur notando le loro caratteristiche irrisolte, essi facendoci da specchio ci permettono di comprendere che quello schema tanto detestato finalmente non ci appartiene più. I comportamenti che tanto ci infastidiscono negli altri sono anche nostri, altrimenti li noteremmo semplicemente senza esserne disturbati, ma non possiamo riconoscerli come nostre caratteristiche perché sono diventati da tempo immemore aspetti inconsci agiti meccanicamente, ciò che Carl Gustav Jung denominò Ombra. Se chiedessimo ai nostri migliori amici di scrivere in un foglietto quali sono i nostri difetti più accentuati, potremmo appurare che si tratta di quelle stesse caratteristiche che tanto odiamo negli altri, ma che non riusciamo a percepire in noi stessi. L’impatto potrebbe essere forte, ma dopo un iniziale senso di sbandamento possiamo riprendere in mano la nostra vita e decidere di trasformare una volta per tutte quelle attitudini malsane che avvelenano la nostra vita. Tutti i sentieri di crescita personale hanno come scopo il “Conosci te stesso” di antica memoria; accedendo all’immenso scantinato dell’inconscio, possiamo scoprire le credenze limitanti che materializzano l’indesiderato, ma avanzando nel Sentiero realizziamo anche quanto è illusorio il nostro senso di separazione dal resto dell’umanità, essendoci un inconscio collettivo che ci collega tutti quanti. L’umanità staziona principalmente in tre categorie di pensiero riguardo l’esistenza e il nostro essere qua. C’è chi pensa alla realtà come a qualcosa di assolutamente accidentale, ovvero io non creo la mia realtà e non ho alcuna responsabilità né controllo su ciò che mi accade. C’è chi crede totalmente nella legge di causa ed effetto e nel potere personale di far accadere le cose, e infine c’è chi, pur credendo che raccoglierà quel che ha seminato, non pensa però di avere molto margine nel creare la propria realtà, perché tutto è già stato scritto e non si muove foglia senza che Dio lo voglia, ovvero saremmo marionette nelle mani di un Creatore. Se fossero solo i pensieri pensati dall’io razionale a materializzare il film della nostra vita, saremmo tutti milionari, vivremmo in una villa da sogno, faremmo un lavoro altamente creativo e accanto a noi ci sarebbe il partner perfetto con cui vivere la storia d’amore che da sempre sogniamo. Ma come ben sappiamo, questo tipo di vita viene sperimentata soltanto da una esigua parte dell’umanità, perché molte persone pur desiderando il massimo per se stesse si ritrovano invece a vivere una vita di miseria e sofferenze. Quindi chi comanda in casa nostra? Durante le presentazioni del mio libro, questa domanda fa scuotere gli occhi a molti partecipanti, perché di fatto moltissimi individui ancora non conoscono i meccanismi di funzionamento della mente, e non hanno mai fatto incursione nel “Trascendente”. Il mio libro racconta di un viaggio dall’ombra alla Luce, ecco perché ho scelto una copertina che non poche persone trovano “forte” o inquietante, seppur elegante. Quell’uomo con la bocca aperta e gli occhi chiusi, ed il capo cinto da una corona da cui fuoriescono parti appuntite, richiama in molti un “Cristo” sofferente sulla croce, ma può trasmettere anche un potente senso di liberazione; non a caso tanti lettori scorgono in quel volto il gesto liberatorio di un urlo primordiale.
Buona giornata.