Da studi recenti, sembra che il desiderio più forte degli esseri umani sia accudire o essere accuditi, ovvero la ricerca del rapporto simbiotico con la madre; questo ha come diretta conseguenza il non occuparsi di sé. In realtà non c’è nessuno più sconosciuto a noi di noi stessi, perché siamo sempre nell’estroversione, occupati dal mondo là fuori. Viviamo raccontandoci bugie che ci aiutano a restare occupati, pur di non guardarci dentro e osservare senza sconti l’abisso delle nostre schiavitù. Che meraviglia se l’umanità si svegliasse da questa ipnosi e cambiasse rotta, e invece di esistere in fuga da se stessa vivesse pericolosamente, che per me significa essere aperti al flusso dell’esistenza e all’ignoto, fare ciò che si pensa di non saper fare, abbandonare il facile per i sentieri impervi e non battuti, ma soprattutto diventare consapevoli che la vita è infinitamente misteriosa e imprevedibile e non può essere controllata. Ma il passaggio dall’ordinario allo straordinario è temuto dall’ego. (dal mio libro L’Indicibile di me stesso)