L’Anima dei Persuasori Occulti
Poiché un vero leader è capace di creare in se stesso stati d’animo a comando e poi trasmetterli in modo subliminale, che mondo si andrebbe a creare se nei momenti di maggior ascolto le tv trasmettessero i discorsi di Louise Hay, Nelson Mandela, il Dalai Lama, Deepak Chopra, Wayne Dyer, Osho, Anthony Robbins, tanto per fare qualche nome, e se a scuola venisse insegnato a capire il funzionamento del cervello e come usare l’immenso potere della nostra mente? Invece il sistema scolastico è tuttora complice e fondamento del potere costituito, essendo plasmato sugli interessi dell’industrializzazione, e continua a indottrinarci con storie decrepite che non possono in alcun modo contribuire alla nostra evoluzione e alla creazione di un uomo nuovo. Non credo affatto che l’attuale crisi economica e i fatti importanti dell’ultimo secolo possano essere considerati “accidentali” ma che tutto sia il risultato di un piano ben preciso, orchestrato da un ristretto numero di persone che fanno principalmente capo all’alta finanza, alle industrie petrolifere, farmaceutiche e delle armi: un’oligarchia di menti avide che ci vuole deboli, controllabili e sempre più poveri.
La “compassione in azione” mi permette di sentire che anche i persuasori occulti agiscono dal livello di coscienza che è loro possibile, facendo il meglio che possono esattamente come tutti gli altri. Essi vedono la perfezione nel loro agire, proprio come un essere caritatevole vede la giustizia divina nel suo modo di vivere. Certo non è facile sostenere i concetti di bellezza e rettitudine in cui credono altri individui, quando per noi incarnano la pura malvagità. Ma il giudizio è sempre arbitrario, perché per poterci permettere di esercitarlo con una parvenza di legittimità dovremmo essere a conoscenza di un numero infinito di dettagli che hanno condotto una persona a compiere una certa azione, non solo tutta la sua storia personale ma anche i bisogni della sua anima e di quella di coloro che le gravitano attorno, cosa ovviamente impossibile. Se consideriamo che siamo parte di un tutto più ampio, è inevitabile pensare che un’azione abbia influenza su tutto ciò che ci circonda. Sarebbe dunque improprio giudicare un fatto senza tenere conto del disegno globale all’interno del quale esso si svolge. Se fossi nato in Cina avrei le fattezze di un cinese e se avessi ricevuto un’educazione identica a quella di Hitler forse gli assomiglierei e non sarei un’anima ispirata dai principi della non violenza. (Dal mio libro L’Indicibile di me stesso)