COLUI CHE TI TIRA SU
Sin da quando entrai nel “Sentiero” avvertii d’essere un tramite verso il mondo dello “Spirito” e per curiosità e desiderio di varcare l’ignoto mi avventurai nel ruolo di facilitatore. A confessione avvenuta, la mia insegnante Videha affermò di ritenermi sicuramente adatto a fornire simili prestazioni, ma non si stancò di sottolineare un importantissimo aspetto della questione, ovvero di non prendere personalmente ciò che accadeva durante le mie interazioni coi clienti, pena la deriva del delirio d’onnipotenza o Hubrys, l’orgoglio dell’anima. «Non dimenticare mai che non sei tu a fare, ma l’Universo che si esprime attraverso di te. Sei soltanto un canale».
La mia insegnante mostrò invece forti riserve sul fatto che non avessi alcun titolo per potere operare nella completa legittimità e osservanza delle leggi cosmiche e terrene. Ribadì che assolutamente non potevo chiedere soldi, poiché non basta “Essere”, occorre anche integrarsi nelle strutture della società, perché l’inconscio collettivo anche se sbaglia va rispettato, altrimenti è abuso, uso improprio. A suo parere, dal chiedere soldi per le mie consulenze ne sarebbe derivato karma negativo a livello di energia del denaro, era quindi necessario che conseguissi una specializzazione che mi legittimasse agli occhi della società. Pur nella totale accoglienza, non riuscii ad afferrare interamente il portato del suo discorso, e allora obiettai: «Scusa ma… allora come la mettiamo con chi legge le carte o fa divinazione? E gli sciamani coi loro rituali? Mica sono diplomati alla scuola di Counceling! In Italia ci sono migliaia di persone che forniscono questo tipo di prestazioni senza avere titoli da esibire, titoli che comunque non sono in alcun modo riconosciuti dallo stato! »
Non capii la sua risposta e non sono neppure in grado di riportarne frammenti, ma poiché riponevo totale fiducia in lei, replicai che avrei seguito i suoi consigli. Poi Videha mi rivolse le seguenti parole: «Nelle consulenze si possono celare insidie di cui tu sei ancora all’oscuro. I comportamenti degli esseri umani possono essere meravigliosi ma anche risultare pericolosi sia per se stessi che per il terapeuta, perché in quel tipo di lavoro si innescano processi energetici che possono diventare un vero e proprio boomerang per il consulente o per il paziente stesso. Ecco perché gli psicologi scrupolosi e attenti alla propria igiene mentale fanno regolarmente sedute di revisione da un supervisore della loro scuola di appartenenza».
Dal mio libro L’Indicibile di me stesso