SOLITUDINE SENTIMENTALE….

Videha, mia insegnante psicospirituale per cinque lunghi anni, un giorno mi disse: «Non dimenticarti mai che tu su questa terra non ci sei stato mandato ma ci sei venuto per tua volontà. La tua solitudine sentimentale se l’analizzi da un punto di vista relativo è facilmente spiegabile con i soliti discorsi, ovvero ipotetici traumi e bla bla bla, ma da un punto di vista assoluto tutto è perfetto cosi come è, perché tu sei un canale cosciente delle forze cosmiche per aumentare il livello di consapevolezza sul pianeta… Il tuo magnetismo sessuale lo usi come esca, ecco perché le persone che incontri, dopo alcune volte che ci hai fatto l’amore ti stufano e non vuoi più incontrarle, oppure sono loro a lasciarti! Semplicemente hai assolto il tuo compito, l’amante di turno ha avuto quel che gli serviva per evolversi scaricando certi files direttamente dal tuo corpo astrale durante il rapporto sessuale, inglobandoli a sé. Tu l’amore lo fai coi Maestri disincarnati e viventi in astrale! Comunque penso che io e te potremo trovare vere affinità elettive soltanto con persone con cui non avremo rapporti sessuali, e viceversa!»
Vi è piaciuta l’interpretazione? Ora posso riderci su e a distanza di otto anni vederne la pertinenza, ma nel riceverla fui colto da emozioni dolorose ed incredulità, per due specifiche ragioni: da un lato era una visione troppo “estesa” per il livello di coscienza che possedevo, dall’altro era come se tale direzione prospettica tagliasse le gambe a quella parte di me ancorata al mito dell’amore romantico, quell’Armando che ancora voleva perdersi in qualcuno pur temendone le conseguenze.
Tratto dal mio libro “L’Indicibile di me stesso”.