COSA ESIGE LO STARE IN COPPIA?

Dialogo con Lorenzo Ostuni alla Caverna di Platone
“Lorenzo discettò a lungo sulla legge del karma, esponendone alcune caratteristiche che mi erano sconosciute, ad esempio la sua tripartizione in karma maturo, prematuro e immaturo, e dopo circa quaranta minuti di spiegazioni metafisiche andò direttamente al nocciolo della questione: «Tu hai posto un problema preciso: come sarei se fossi in coppia? E dici: io sento una mia autonomia, e la mia relazione fondamentale è la relazione con me stesso, non con un altro. Tu hai un’auto relazionalità che non ti vieta di essere comunicativo, anzi, di relazionarti in maniera diversa con le varie persone, tu sei una persona molto comunicativa solitamente.. Tu hai un tuo rapporto endogeno, ovvero tu che ti relazioni con te stesso, che è particolarmente forte, insolitamente forte questo tuo processo, perché mediamente le persone hanno pochi tracciati endogeni e tendono più all’esogeno… Sei molto interessato a fare tutte le sperimentazioni possibili, perché vuoi andare a illuminare questi fatti endogeni tuoi…»
«È la cosa che mi dà più gioia…»
«Questa è l’autodeterminazione relazionale… Tu hai bisogno di tanti stimoli per sviluppare e rendere cosciente l’auto relazionalità… Venire da me, corsi, libri.. Tutto questo mette sempre più a fuoco e regola l’intensità dell’intimità con te stesso, nello stesso tempo però hai anche un meccanismo opposto, perché sei una persona molto socievole ed affettiva, collegata al mondo dell’amicizia… Due modalità tue che in qualche modo sono autonome l’una dall’altra… Il fondo della tua auto-relazionalità è talmente profondo che solo in parte si trasferisce nella etero relazionalità, cioè nella relazione verso l’altro, però hai tanti aspetti di simpatia, di sensorialità, di gioco, di scoperta, di curiosità, di solidarietà che ti portano ad esser molto relazionale, quindi tu sei molto relazionale e molto auto-relazionale insieme… La coppia di solito deve avere una limitatezza auto-relazionale e una limitatezza relazionale…»
«Come si accolla male a me quest’ultima cosa!»
«Si accolla male a te perché la coppia esige che la relazionalità verso te stesso debba essere contenuta, devi rinunciare a tante cose di te per poter appagare l’esigenza di coppia… Ma anche la tua grande espansività relazionale verso l’esterno si deve molto contenere sennò l’altra persona si ingelosisce e dice: “stai con me o stai con l’universo?” Tu che ami stare con l’universo, naturalmente finisci col deludere colui che ti vuole solo per se, quindi alla fine sia le tue tensioni endogene sia quelle esogene sono inadeguate alla coppia, sono adeguate invece all’integrazione di te, al vivere il tuo profondo nucleo, al cercare di farlo trasparire, alla creatività, all’inventiva, al gioco, alla ricerca della gioia… Anche la ricerca del benessere, della buona salute, fa parte dell’utilizzo massimale e più adeguato possibile delle spinte esogene ed endogene messe insieme… Quindi questa tua doppia corrente auto-relazionale ed etero-relazionale presiede alla tua conservazione, alla tua vitalizzazione e presenza nella realtà del mondo, quindi sono fattori nutrizionali fondamentali! Tu non potresti vivere senza queste due grandi correnti, perché la coppia comunque implicherebbe un abbassamento di entrambi i livelli, dovresti falcidiare l’ottanta per cento di te per poter creare una coppia, è per quello che alla fine rifuggi…»
«Mi piace indagare e al contempo vedo un senso e una perfezione nel mio essere così…»
«Certo che ha un senso, perché queste sono le tue caratteristiche indubitabili… Se tu vuoi capire perché sei così e non in un altro modo, allora bisogna fare ciò che stiamo facendo… In qualche modo tu hai due valori a cento, quello auto relazionale e quello etero-relazionale, mentre il valore coppia sarebbe venti più venti… Dovresti togliere il 160% di te stesso per avere una vita di coppia felice; non è possibile, è come se un albero si dovesse tagliare i rami e la radici per convivere con un altro albero che gli sta vicino e che non sopporta quel grande irraggiamento… La coppia è mutilante per te! Naturalmente ti rimane la curiosità, l’eros… Il dolore accade quando queste direzioni di correnti verso l’interno e l’esterno vengono ridotte e impoverite… Perché le persone soffrono? Noi soffriamo quando non siamo in grado di dare libero corso a questa doppia corrente e farla vivere… È il nostro destino la felice applicazione di queste correnti! Quando non riusciamo ad emetterle, a respirare col respiro che ci ha dato l’universo, arriva la psicosi, la nevrosi, la depressione, la malinconia… Ho sviluppato la tecnica del Biodramma che mira proprio a creare massima espressione verso l’interno e verso l’esterno… Tu sei già così per natura quindi non sei fatto per la coppia, perché il collante di coppia richiede una mutilazione e decurtazione dell’esistente, quindi è un non luogo a procedere per una natura come la tua, mentre per altre nature è un punto d’arrivo, perché è un punto di salvezza, mentre per te è un punto di degrado, d’immiserimento…»
«Vivendo in questa realtà in cui tutto sembra fatto per la vita di coppia, ogni tanto per curiosità mi viene voglia di sperimentarla, perché anch’io desidero dolcezza e intimità… Ma a volte cado nell’inganno di chiedermi “perché non mi accade?”, come se mi sentissi in colpa di non essere normale, di non essere come la maggioranza della gente… Al tempo stesso mi sembra di conoscere già la risposta, ma mi chiedo se questa risposta che sento profondamente dentro le mie viscere non sia una convinzione limitante da abbattere, una sfida da mettere in campo…»
«È fatale, è del tutto normale, proprio come abbiamo la cute… La nostra pelle, il derma, è un cervello periferico che ambisce al contatto, vuole essere massaggiata e toccata… L’abbraccio viene sempre desiderato, però se tu riesci ad abbracciare te stesso questo desiderio scema e diventa meno urgente… Ma ora lavoriamo, e vediamo il tuo karma maturo, immaturo e prematuro… 217 è il tuo numero cabalistico di accesso al sistema simbolico…
Tratto dal mio libro “L’Indicibile di me stesso”.