MAX E LA MIA MIA OMBRA (E L’INGRATO RUOLO DI TROMBAMICO…)

“Ricordo bene la prima volta che varcò la soglia di casa mia… Non gli era mai accaduto di spostarsi dalla sua città per andare a conoscere qualcuno conosciuto soltanto poche ore prima, ma il dialogo telefonico voluto da entrambi dopo poche battute in chat, si rivelò talmente seducente che l’urgenza di incontrarsi dettò legge. Io però applicai la mia solita flessibile regola: se sono io a contattare qualcuno, la prima volta mi sposto io, e viceversa. Non fu però necessario esporgliela, perché si offrì di fare il viaggio senza che glielo chiedessi. Di quel primo incontro non potrò mai dimenticare l’ardore sessuale e i dialoghi di inusitata profondità, ma anche il suo aspro rimprovero dopo essere andato in bagno a lavarsi. Max era spesso nel ruolo genitoriale, ben più di me, e mi sgridò per lo stato igienico della mia toilette. Ricordo che non dissi nulla, anche se la sua uscita un poco mi infastidì; pensai che l’ultima delle cose che avrei potuto fare nella vita in qualità di ospite, sarebbe stata quella di rimproverare uno sconosciuto per lo stato di pulizia del suo bagno. Tuttavia il bel professore solleticava la mia curiosità, e due giorni dopo fui io ad andare a trovarlo a Modena. Trascorremmo un bel pomeriggio passeggiando per la città, lui mi mostrò degli angoli nascosti e sconosciuti ai più; poi si fece l’ora dell’aperitivo e seduti in un bar in Piazza Grande, Max mi disse che non era in alcun modo interessato ad avere relazioni sentimentali e quindi se avessi avuto quella mira su di lui era meglio che me la togliessi subito dalla testa. Ammetto che ci rimasi male, perché fu alquanto brutale nel modo di comunicarmelo. Aggiunse che su quel fronte aveva già dato: una relazione estenuante durata sette anni e finita in modo lacerante, col risultato che all’amore non ci credeva più e rinunciava in partenza, dopo tante storie iniziate e troncate in un batter di ciglia. Seppur non fossi intento a sognare una storia d’amore con lui, il mio relazionarmi non era esente da aspettative e dal desiderio di essere stupito da lui, purtuttavia Max falcidiò ogni ipotesi in modo brutale, fregandosene altamente della sussistenza o meno di certe speranze dentro di me. Col senno di poi ritengo che fece bene a stare nella sua ruvida autenticità. La frequentazione comunque continuò, anche se a me non piaceva essere inquadrato come “trombamico”, termine a lui caro, finché nel volgere di pochi incontri il mio desiderio sessuale scemò e lui, piccato ma cercando di mitigare la rabbia derivatagli dall’aver perduto un “amante di valore”, accettò di proseguire la frequentazione avendomi solo come amico. Però un giorno guardandomi intensamente mi disse: “Come sei attraente…che peccato che dopo pochi incontri ti raffreddi sessualmente!”. Una particolarità che mi colpì tantissimo in lui, fu la sua spiegazione in merito a come si approcciava a scrittori e insegnanti famosi che non conosceva e di cui veniva a conoscenza grazie a qualcuno che teneva in considerazione. «Vado su internet e cerco tutto il male possibile che i detrattori scrivono sul personaggio, da lì traggo le mie conclusioni, cioè se è il caso di leggerlo. Con Deepak Chopra mi hai messo in crisi! Ha scritto più di cinquanta libri e se dovessi scoprire che quello sulla guarigione quantica che mi hai regalato mi piace, poi non potrei impedirmi di leggere tutti gli altri, anche se ho appurato che su “amazon” vengono classificati come auto-aiuto e io quei manuali lì non li leggo più! Tu mi hai fatto un dono azzardato, non conoscendomi: è la prima volta che varca la soglia di casa mia un oggetto senza che io abbia fatto prima le mie dovute ricerche! I libri possono essere pericolosi, come anche certe immagini di divinità o oggetti etnici presi nei mercatini che poi la gente si porta a casa senza valutare l’impatto energetico che essi hanno… Faccio un’eccezione con te perché ti ritengo una persona molto intelligente, e quando meditiamo insieme raggiungo stati di coscienza davvero insoliti, rari per me da provare… Inoltre è a dir poco sconcertante che proprio nel giorno in cui tu mi hai offerto Guarirsi da dentro di Chopra, mia madre mi ha telefonato per chiedermi se esistono saggi di medicina analizzata dal punto di vista della quantistica!»
Estratto dal mio libro “L’Indicibile di me stesso”.